Italiana di Giuseppe Catozzella
















Nel cuore della Sila calabrese, a Casole, nasce Maria Oliverio, la protagonista di Italiana ( Mondadori, 2021), nuovo libro di Giuseppe Catozzella, scrittore di talento, autore di romanzi di successo primo dei quali Non dirmi che hai paura per il quale ha meritato il Premio Strega Giovani nel 2014. La vicenda raccontata in Italiana è cronologicamente posta poco prima dell’Unità d’Italia ed è realmente accaduta, anche se Catozzella fa delle vicissitudini della protagonista un romanzo, mescolando leggenda e realtà. È una storia animata da forte spirito combattivo, sia per la patria che per la vita comune. Maria Oliverio nasce in una povera famiglia, cresce insieme ai fratelli e con il pensiero di ritrovare la sorella maggiore Teresa di cui si sapeva l’esistenza ma la cui unica traccia “erano i cinque trattini bassi di fianco a una T tracciata col lapis sul muro del camino” Sa ben poco della vita la piccola Maria: la miseria costringeva spesso le famiglie in povertà a dare figli e figlie in affido o in adozione. Questa parola le si paventa davanti con l’arrivo di un telegramma: forse anche per lei ci sarebbe stato un destino diverso e più sereno a Napoli, capitale del regno delle Due Sicilie. Mamma e papà non avevano scelta: ambedue lavoravano tutto il giorno ma sfamare tante piccole bocche era quasi impossibile. “Papà ogni sera tornava con la schiena spezzata e davanti alla minestra di cavolo e cicorie scrollava la testa – La fatiga è a rarici i morta -La fatica è la radice della morte - diceva” La giovane protagonista, legata alle proprie radici, fa tesoro delle parole di nonna Tinuzza che, pur di vivere liberamente, aveva scelto di rimanere in un villaggio di montagna, dove la miseria era ancora più nera che in paese ma… “Non ci sono i padruni! Aveva ragione nonna: in montagna i padroni non ci arrivavano e si viveva con il cuor più leggero” Quando Teresa, ormai grande, torna in famiglia, toglie alla sorella minore anche il posto per dormire; Maria affronta il suo astio, le cede il proprio letto e poi va nella casupola di zia Maddalena. La vita non è semplice: Maria trascorre gli anni prima dell’adolescenza in una casa alle pendici del bosco. Zia Maddalena, soprannominata “Zia Terremoto”, sarà per anni la sola persona con cui dividere le giornate poiché anche la donna era rimasta sola dopo che il marito era andato a vivere nei boschi. “Lui dalla montagna, insieme ad altri compagni, assaltava le masserie dei nobili e dei gentiluomini, cercando di non fare feriti; poi tornava in paese e divideva il maltolto con i braccianti. - Fa come fa il bosco- aveva detto zia- si riprende ciò che è suo- Ziu’ tiene a testa china i suogni- suogni di un avvenire giusto, suogni grandi-” Maria, a contatto di gente economicamente in povertà ma pronte a condividere il poco, conosce anche persone che segneranno la sua infanzia e l’adolescenza quali la maestra Donati che vede in lei una mente aperta che meriterebbe d’esser coltivata con studi ulteriori, per la protagonista, però, impossibili. Le intense esperienze di vita fanno di lei, appena dodicenne, già una donna che affronta la vita con un atteggiamento da grande. Il suo corpo cambia, fiorisce in lei l’immagine di donna e inizialmente ciò le provoca un certo turbamento: quale sarebbe stato il suo futuro? Forse come quello di mamma, infelice e piegata dal lavoro di filatrice, o forse quel suo corpo dalle forme generose non le avrebbe permesso di correre ancora libera e felice nel bosco? Poi, ecco un riavvicinamento con la sorella più grande: è in realtà solo l’occasione per frequentare amicizie e, per le ragazze, trovar marito. In quel frangente c’è il primo incontro con il carbonaio Pietro Monaco, l’uomo che segnerà nel bene e nel male la vita di Maria. Mentre Teresa convola a nozze con un Mancuso “un uomo fatto, finito e rispettabile, un uomo ricco”, Pietro parte soldato per i Borbone ma, animato da spirito patriottico, non nasconde la sua ammirazione per Garibaldi e vorrebbe vedere in Maria una nuova Anita. Partecipa a imprese eroiche quali quella di Sapri cui fortunosamente sopravvive. Lontano, Pietro combatte e Maria lavora anche se in grembo porta già il frutto del loro amore. Purtroppo ogni sogno s’infrange ma il sentimento rimane, più forte d’ogni destino avverso: ecco il matrimonio, la vita in una piccola casa in collina, poi ancora altre partenze e ritorni di Pietro. Lui non è più il ragazzo sorridente che Maria aveva conosciuto: le lotte hanno provocato ferite sia nel corpo che nell’anima e Pietro s’è fatto duro, a volte violento con lei. I sentimenti di Maria mutano, ma l’amore sopito spesso riemerge e lei perdona la durezza del marito con il quale condivide ancora tanti ideali. Pietro è ricercato quale “disertore” e Maria duramente interrogata: da lì al ritrovarsi dei due e poi l’inaspettato incontro con la sorella Teresa, è tutto un susseguirsi d’avvenimenti. Un evento irreparabile costringe Maria a fuggire e a nascondersi lassù sui monti dove vivono i briganti e, a capo di loro, Pietro. Ecco la nuova condivisione di vita e di ideali. Maria cambia “E allora da oggi tu sei Ciccilla. Tutti teniamo il soprannome. Tu pure ne devi tenere uno” Nessuno nel bosco rimane quel che era: Ciccilla è diversa, si taglia i capelli, vive come un uomo e con lo stesso coraggio combatte. Le fa compagnia Bacca, una lupa addomesticata che sempre le è vicina. Di lei ci si può fidare: non è lo stesso degli uomini che possono tradire, possono rivelare notizie sui briganti nascosti tra i monti della Sila. Eppure, anche se datasi alla macchia, Ciccilla diventa famosa: di lei scrivono i giornali, delle sue gesta racconta perfino Alexandre Dumas. Tocca il pericolo Ciccilla, sfiora la morte e la notte rimpiange tanti momenti di felicità sfuggitale di mano. “Non morirò, mi sono giurata. Non questa volta. - Italianaaa! – Forse, ho pensato, adesso smetteranno. Forse, ho pensato, si renderanno conto che un giorno siamo stati vivi” Giuseppe Catozzella ci ha regalato un grande romanzo. Italiana è, oltre al racconto di un’epoca storica, anche il ritratto dell’animosità dei sentimenti del popolo d’Italia, seppur allora diviso. È l’istantanea di un complesso quadro socio-politico permeato da racconti intimi e personali. Quel che tanto positivamente stupisce è la vivezza con cui l’autore ha saputo ritrarre fatti e pensieri riguardanti accadimenti e gesta non sempre nobili, ma comunque specchio di un desiderio di riscatto nel sogno di una vita migliore.

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