Che cosa diranno i vicini?



i miei genitori erano sempre dietro a chiederlo, naturalmente non mi importava un fico di che cosa diranno i vicini. mi facevano pena i vicini, codardi che spiavano da dietro le tendine. l'intero quartiere si spiava addosso e negli anni trenta non c'era molto da vedere, eccetto me che tornavo a casa ubriaco a tarda notte. "finirai per uccidere tua madre," diceva mio padre, "e inoltre che cosa diranno i vicini?" quanto a me pensavo di comportarmi assai bene. in un modo o in un altro riuscivo a ubriacarmi senza avere in tasca il becco di un quattrino. un trucco che mi sarebbe tornato molto comodo più avanti negli anni. a peggiorare le cose per i miei poveri genitori cominciai a scrivere lettere al direttore di un giornale a larga tiratura, che, per lo più, venivano pubblicate e sostenevano tutte cause impopolari. "che cosa diranno i vicini?" chiedevano i miei genitori. ma le lettere producevano risultati interessanti - messaggi minatori, incluse minacce di morte a mezzo posta. inoltre mi misero in contatto con certa gente stramba convinta che io credessi a tutto quello che scrivevo.


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